Recensione di “La tua birra fatta in casa”

Parlando di must have non possiamo non spendere due righe per La tua birra fatta in casa.

Bertinotti e Faraggi, gli autori, non a torto sono considerati due padri del movimento birraio italiano o, meglio, dell’homebrewing italiano. L’esperienza li porta certamente ad essere due autorità di questo microcosmo e già questo dovrebbe spingere verso il loro libro. L’editore coi quale i due pubblicano è interessato alla produzione casalinga di cibo e bevande e la collana nella quale questo libro è inserito rende appieno queste scelte editoriali. Verrebbe da chiedersi se è venuto prima l’uovo o la gallina ma, tutto sommato, all’homebrewer poco importa di tutto ciò.

Le informazioni che soprattutto il principiante cerca sono: di cosa si parla a grandi linee, come sono strutturati i contenuti, ma soprattutto quanto posso imparare e quanto mi sarà utile. Last but not least: dovrei comprarlo?

Partiamo dalla fine: sì. Se siete birrai alle prime armi correte a comprarlo, se avete fatto birra in casa senza avere nozioni teoriche, dovete assolutamente leggerlo, se invece siete homebrewers navigati ed esperti forse non può darvi molti vantaggi. Detto questo, spieghiamo le motivazioni.

La struttura

Il libro ci ha abituato ad un lettura sequenziale (pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo), tuttavia nel caso della manualistica ciò può essere una limitazione. Perciò questo libro, dopo aver identificato i vari metodi di produzione parte ad elencare i possibili percorsi di lettura per ogni tipo di homebrewer in base a come si vuole produrre (kit, e+g, all grain). Se non sapete di cosa stia parlando vi consiglio di dare un’occhiata qui [!link al mio articolo]. Ci ritroviamo insomma con le chiavi in mano, senza neanche dover fare la fatica di leggere il libro per intero o magari darci una scorsa veloce per poi tornare indietro ed approfondire ciò che al momento ci serve.

Ingredienti, attrezzatura e produzione sono i capitoli in cui questo libro eccelle fornendo una panoramica sintetica e allo stesso tempo esaustiva per il birraio alle prime armi che dopo una prima lettura è invogliato e quasi costretto a tornare sui propri passi per metabolizzare al meglio le informazioni presenti, magari persino durante la cotta, incerto su un qualche aspetto dell’hobby.

Gli approfondimenti

Utile ma meno incisiva trovo la parte dedicata agli approfondimenti (capitolo 5) che si vorrebbe proporre anche come un kit di pronto soccorso e che assolve abbastanza bene al compito di indirizzare l’homebrewer verso un’infarinatura nella stesura di una ricetta. Su quest’ultimo aspetto, comunque, vi consiglio Progettare grandi birre, libro che ho già recensito.  Il mio consiglio resta sempre quello di incominciare da ricette già testate e solo successivamente, quando si ha sotto controllo il processo, intervenire con la propria mano. In tal senso rimane molto valida la prima appendice dedicata a delle ricette spiegate passo passo.

Una pecca grossa per me, che ho letto a mio tempo la terza edizione, è la mancanza di una spiegazione (anche solo un accenno) sulla tecnica BIAB; lacuna parzialmente risolta nelle edizioni successive anche se, una volta letta la paginetta smilza ad esso dedicata, devo dire non colmata a sufficienza. Potreste non risultarne stupiti, vista la prova eseguita da Bertinotti e le conclusioni tratte.

In caso foste interessati al BIAB, comunque, non disperate perché in rete potete trovare queste valide risorse: [link 1] [link2] e la guida (anche se datata comunque valida) di Rico di areabirra scaricabile qui.

Nonostante ciò, il manuale rimane un punto di riferimento per chiunque si voglia approcciare all’hobby, o sia anche solamente curioso.

Nota all’edizione consultata: Davide Bertinotti, Massimo Faraggi, La tua birra fatta in casa, Milano, Edizioni FAG, 2013

Iacopo Zannoni

Da sempre bevitore di birra, scopre quasi per gioco il mondo dell'homebrewing e ne rimane incantato. Paranoico, attivo e molto noioso, nella vita è attualmente un laureato in lettere con velleità editoriali. Nel tempo libero cerca di spacciarsi come macellaio.

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