Dove sono finito?

È passato tanto tempo dall’ultima volta. L’editor del sito mi sembra un tantino strano, come se fosse nuovo. Non scrivo da tantissimo tempo. Non mi faccio sentire da tantissimo tempo.

Non produco da tantissimo tempo.

In una serie di storie sul mio Instagram spiegai a grandi linee il motivo.

Perché non mi faccio più sentire?

Innanzitutto partiamo col dire che mi sono preso un po’ di tempo per me, tagliando (paradossalmente) via tutto il tempo ai miei hobby. La produzione di birra ne ha risentito di più. L’ultima cotta, per dire, risale a inizio Febbraio di quest’anno. Sono quasi otto mesi, wow. Che, di per sè, non significa mica tanto: c’è gente là fuori che smette di produrre per anni, accatasta le pentole in chissà quale angolo della cantina per poi riprendere, magicamente, parecchio tempo dopo, con nuovo vigore. Semplicemente, in loro la voglia o il tempo… qualcosa è venuto meno.

Per me non è così.

Non è facile scrivere, sapete, è come ammettere una sconfitta… ma almeno qualche spiegazione ve la devo. Siete in pochi a seguirmi, pochi ma buoni. A maggior ragione dunque meritate qualche risposta.

Da un po’ di tempo stavo riprendendo a pieno ritmo l’attività brassicola dei tempi d’oro: una cotta ogni due settimane. Ideazione, scrittura ricetta, ordine, preparazione, produzione, fermentazione e imbottigliamento si susseguivano con noiosa ma eccitante semplicità. Mi ero lanciato, come sapete, in un’appagante ricerca: la cura maniacale dell’acqua di produzione. Avevo anche scritto qualche articolo, a suo tempo, che ha aiutato molte persone. Tutto è finito in un attimo, mannaggia!

Da un po’ faticavo a tenere il passo, tanto che al pomeriggio era meglio riposarsi che fare alcunché. Alla fine è intervenuta la sacra mannaia del dottore a dare un taglio netto a tutto: riposo, medicine e brodino.

“Ma signò, io devo fare birra, ho seimilamiliardi di follouers là fuori che mi attendono in straziante attesissima attesa!“, provai a protestare.

Ah bello, fai quello che ti dico io e nunmecagàer…” cominciò lui

Ho capito, ho capito“, lo interruppi, “farò il bravo.

E così mi fregarono. Mannaggia a loro.

In parole povere cominciai a prendere un paio di infernali medicine che non era saggio mischiare con l’alcol. Potevano inventarle le medicine che vanno assunte con la birra fatta in casa, cielo! E invece no! Non potevo più bere nè assaggiare ciò che producevo, che senso aveva continuare a brassare?

False promesse, inutili speranze

Alla fine era poco tempo, mi dissi. Conveniva stringere i denti.

E così feci.

Potrete capire la mia gioia quando, dopo poco tempo, mi dissero che avrei potuto, con moderazione (eh seh), riprendere a bere qualcosina. Mi tolsero qualche medicina. Lieto annunciai la novella su instagram.

Purtroppo non ero ancora al 100% e rimandai di un paio di settimane la cotta, quando, magicamente, iniziò a crescere il lavoro. Ci avviavamo verso l’estate e perciò dovetti a forza sospendere le attività, come ogni anno, fino a Settembre. Pensavo che allora avrei potuto finalmente riprendere a produrre… E invece, ancora, no!

 A dieta!

Per essere un po’ più prestante mi sussurrarono all’orecchio di una dieta miracolosa. Ascoltai quel diavoletto, inconsapevole che nelle clausole in piccolo c’era la totale assenza di alcol. Ormai il contratto era firmato e non potevo, di nuovo, più bere. Urlai a Giove tutta la mia disperazione.

Però questa volta intendo sbattermene e fare una cotta o due prima di Dicembre. Forse solo una cotta… ma meglio di niente… Vedremo.

Sì ma gli articoli?

Togliamo le ricette e i resoconti di produzione, ok, ma tutti gli altri articoli? Potrei, in effetti, continuare a scrivere, ovvio.

Sinceramente adesso non riesco. Mancando il lato pratico, l’aspetto teorico (per dirla schietta) mi sembra un po’ fine a sè stesso. Perciò sono fermo, in tutti i sensi.

Ho provato a scrivere qualcosina, davvero, ma non riesco. Forse fermandomi qualcosa si è spento: la passione, la voglia di scrivere di birra, la curiosità. Dovrei ricominciare a produrre.

In effetti ero partito, un paio di settimane fa. Sul piede di guerra ero sceso in birrificio per birrificare, finalmente. Mi ritrovai invaso da mobili. In casa stanno facendo lavori elettrici, ammodernando un po’ in qua e in là e hanno parcheggiato tutto in birrificio: sedie, tavoli, attrezzi, ninnoli etc… Iniziai a ridere istericamente e non mi fermai più. Dovettero internarmi.

I poteri forti dovrebbero levare le tende nel giro di una settimana, ma ormai non credo più alle promesse di nessuno.

Seguitemi sui social

Appena sarò pronto intendo riprendere a produrre. Chissà che questa non sia la volta buona.

Intendo tuttavia darmi una svecchiata e cambiare un paio di cosine. Dare un taglio diverso a questo blog. Non faccio promesse, tuttavia, perché non so se e quando riuscirò a mantenerle. Per il momento è meglio andare cauti.

Un modo per rimanere aggiornati è seguirmi su facebook e pure su instagram. Da lì riprenderò a comunicare ogni mio movimento birroso. Il blog rimane aperto per i suoi contenuti e per futuri articoli, quando sarà ora.

Sono fiducioso. Non temete, non vi ho abbandonati.

Iacopo Zannoni

Da sempre bevitore di birra, scopre quasi per gioco il mondo dell'homebrewing e ne rimane incantato. Paranoico, attivo e molto noioso, nella vita è attualmente un laureato in lettere con velleità editoriali. Nel tempo libero cerca di spacciarsi come macellaio.

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