Birre "oneshot"Birre stabiliLe birre

Stagione brassicola 2021: quella monca

C’è un periodo in cui cambia tutto. Ci sono tempi difficili e io non faccio eccezione. L’importante è (spoiler) sapersi rialzare e guardare avanti. Questa è stata la mia  stagione birrosa 2021.

Inizio e fine

Stavolta ho iniziato quasi da manuale: il 30 Settembre 2020. La stagione procedeva bene, forse un po’ a rilento, ma si preannunciavano grandi cose. C’erano anche un paio di progetti interessanti in pentola. Eppure mi sono fermato poco dopo: a Febbraio. Non a Giugno (che sarebbe stato ok), non a Maggio (si poteva capire)… ma il 22 Febbraio.

Cosa sono riuscito a fare

In questi 5 mesi scarsi (alla fine 3 effettivi contando il natale) sono stato produttivo, lo ammetto. Ho iniziato a fare un uso massiccio di Facebook ma, soprattutto, Instagram; ho brassato con regolarità; ho scritto come un forsennato. Ho fatto persino uscire una serie di articoli per il blog che hanno smosso un po’ le acque (altro piccolo spoiler). Andiamo con ordine.

Il blog

La tabella di marcia procedeva, almeno per il periodo di operosità. Ero pure riuscito a far tacere la mia procrastinazione seriale e organizzarmi per far uscire un paio di articoli setimanali, sotto le feste di natale per giunta. Un periodo frenetico al quale è seguito qualche botta e risposta con voi che mi leggete. Avevo persino in mente di far uscire un paio di articoli su degli esperimenti interessanti per quanto riguarda la carbonazione. Tutto finito in fumo.

L’uso di instagram mi aveva dato una svecchiata e avevo preso a fare qualche storia di apporofondimento per chi mi seguiva con più accanimento, perché vi voglio bene. Senza un programma ben preciso in mente, senza una scaletta o un discorso preimpostato. Così: accendevo il telefono e riprendevo, buona la prima. Alcuni di questi video si andavano ad integrare perfettamente con la serie di articoli che facevo uscire: erano approfondimenti, chiacchierate, Q&A. Così il blog andava oltre il blog stesso. Un formato che mi ha soddisfatto parecchio e ha ricevuto apprezzamenti e ringraziamenti ma pure, come inevitabile, qualche critica perlopiù sul faceto.

La teoria

Ho approfondito in primo luogo l’acqua, innanzitutto a livello personale e poi, una volta padroneggiato bene l’argomento, cercando di restituirlo elaborato e semplificato ai miei lettori. Ho conciliato in questo modo diverse passioni. Che questi studi siano perfettamente riusciti non è umanamente possibile, ovvio, ma il lavoro mi ha soddisfatto abbastanza. Da un punto di vista concettuale ho compiuto un ulteriore passettino che ha avuto in seguito risultati notevoli sul prodotto finito; ne parleremo tra una manciata di paragrafi.

La tecnica

L’impianto è invariato. Ve ne ho già parlato qui e qui. Per ulteriori rimandi vi segnalo la voce “tecnologia” della navigazione principale. Non è cambiato (quasi) nulla. Ho solamente inserito un impianto ad osmosi preeesistente nella lista dell’attrezzatura da birra.

Soda e peracetico continuavano a salvarmi la vita e mi rendevano più tranquillo quando finivo di usare l’impianto di imbottigliamento, l’attrezzatura con più punti critici in assoluto.

Le birre

Potete saltare (al solito) questa parte. Ovviamente vi consiglio di non farlo.

  1. Ho iniziato con la Mercurio, Helles. Meh, ne ho parlato qui.
  2. Successivamente ho brassato una IPA per pulire la dispensa. Buon risultato.
  3. Dopo aver studiato con dedizione lo stile ho fatto una American Brown Ale la cui ricetta finì in una serie di storie instagram. Si sa che sono piuttosto critico nei confronti delle mie birre, ma questa era bona.
  4. Ho ritentato con la Helles per via dell’acqua. Bene e ci ho scritto un altro articolo.
  5. Anno nuovo, ricette vecchie. Una Tripel dal buon profilo, certo non un mostro in complessità ma bevibile. Un paio di bottiglie sono uscite sottocarbonate. Strano, vistro che vado di spunding.
  6. Poi una Bitter, ricetta collaudata. Ho voluto osare con l’acqua calcando troppo la mano. Un altro articolo.
  7. Juicy IPA la birra seguente. Stendiamo un velo pietoso. Non ha convinto nessuno.
  8. Infine una APA, la Mercurio, birra che considero tra le mie migliori. Stesso discorso della Bitter. Peccato.

I risultati

Otto birre. Otto.

Solo. So che c’è chi ne fa di meno, ma io non sono abituato a questi numeri.

Di queste qualcuna sbagliata, altre da 6.5/7, altre buone. Sono soddisfatto, considerando che è stata una stagione dove ho stravolto tutta la parte riguardante l’acqua, parte non indifferente. Risultato: alcune birre, in questa fase di test, sono peggiorate; altre molto migliorate.

Numeri alla mano troviamo 4 birre non riuscite pienamente (la metà) tra cui una veramente indecente (la juicy), e 4 buone, di cui una eccelsa. Se dobbiamo fare una media ponderata possiamo dire che poteva andare meglio. Eppure sono molto soddisfatto.

L’acqua

Ho curato molto questo ingrediente, sia nella teoria che nella pratica. Potete trovare un’intera sezione dedicata, nel sito. Non sto a ripetermi.

Chiaramente non si nasce imparati, come si suol dire, perciò qualche inciampo l’ho avuto. Ma qualcosina di produzione ormai la so e sono caduto quasi sempre in piedi. La prossima stagione si preannuncia radiosa dunque e non rimane che affinare ulteriormente la tecn… ehm… la teoria.

Grazie a tutto ciò che ho imparato e trasferito nella pratica su questo ingrediente mi posso dire quasi soddisfatto. Ora che ho basi solide posso pensare di proseguire nel mio viaggio di crescita personale in ambito casalingo-brassicolo.

Il bere

Nella stagione 2020-21 ho bevuto veramente poco. Questo perché per buona parte dell’anno non ho potuto bere nemmeno una goccia di alcol e ciò ha determinato il mio stop temporaneo, cose già dette qui. Fortunatamente le cose sembrano, almeno per il momento, auspicare ad un miglioramento. Staremo a vedere. Io intanto ho ripreso a bere saltuariamente qualcosina e a brassare.

Conclusioni

Ne ho approfittato finché ho potuto, ma cause esterne sono state contro il mio svago casalingo-brassicolo. Ci rifaremo, me lo sento. Io nel frattempo comunico che sono ufficialmente tornato.

Iacopo Zannoni

Da sempre bevitore di birra, scopre quasi per gioco il mondo dell'homebrewing e ne rimane incantato. Paranoico, attivo e molto noioso, nella vita è attualmente un laureato in lettere con velleità editoriali. Nel tempo libero cerca di spacciarsi come macellaio.

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