E tu? Vieni a Beer Attraction?

Di cosa stiamo parlando? Di Beer Attraction, un evento a portata nazionale e non solo. Non sto a perdermi in chiacchiere inutili: se non sapete di cosa stia parlando, esiste il sito. Vorrei piuttosto concentrarmi sul perché sia un evento da non perdere assolutamente, per poi spiegarvi cosa farò io.

Credits: https://www.teleromagna24.it/attualità/rimini-chiude-beer-attraction-10-di-visitatori-foto/2016/2

I birrifici

Ebbene, che ve lo dico a fare? C’è tanta di quella birra da poterci nuotare immersi. Vengono servite quantità assurde di cervogia per tutti i gusti. Ci sono birrifici validi, altri leggermente meno, posti dove poter bere bene e male. In poche parole posti dove si beve. Questo comporta vantaggi e svantaggi. Se volete bere per bere sarete accontentati, nessuno vi dirà niente o giudicherà, a patto che non rompiate l’anima agli altri. Se invece, come me, siete alla ricerca di qualche birra in particolare che avreste sempre voluto provare (ma per vari motivi non lo avete mai fatto), sarete accontentati. Perché?

Il respiro è internazionale nonostante il focus sia ovviamente sui prodotti nazionali. Ci sono birre da tutto il mondo, stand di birrifici e rivenditori che offrono a catalogo molte birre di produttori diversi. Ci sono posti dove maglietta e spille da beernerd schizofrenico (ciao Daniele) la fanno da padrona, come aree costellate di giacche, cravatte e cartelline. Il colosso industriale convive con il grande (per volumi prodotti) birrificio artigianale che a sua volta può essere accanto al microbirrificio praticamente sconosciuto all’infuori della cerchia delle signore Maria del paesino di cento abitanti (compresa la pecora) in cui si trova.

Foto di Piero, del blog etilio.it

 

Ovviamente, non prendetemi alla lettera: non tutti espongono al Beer Attraction. Il limite sono sempre i cari e vecchi sorrrdi! Com’è facile immaginare, avere uno stand in una manifestazione simile costa, e non poco. Ovviamente il birrificio delle signore Maria non potrà permettersi di considerare irrisori sul proprio bilancio i costi che la presenza richiederebbe. E perciò difficilmente lo troverete. Ciononostante, il numero di birre, birrifici, birrai e, ancora, di birre che potrete trovare vi basterebbe per quaranta giorni… altro che quattro!

Il problema derivato dalla quantità spropositata presente ad eventi simili si può ripercuotere sulla nostra salute psico-fisica. Dunque raccomando buonsenso. Nessuno vi guarderà storto se deciderete di bere un poco più del solito, ma almeno evitate di guidare. Anche perché, vi svelo un segreto, la polizia non poi così sprovveduta è sempre presente all’uscita di questo evento, come ad altri eventi simili… e, secondo me, non si scorderà l’etilometro a casa, quel giorno.

Mezzi pubblici, taxi e hotel abbondano in quei giorni; c’è anche la comoda fermata ferroviaria Rimini fiera. Dunque, prima di tutto, buonsenso per voi, per gli altri e un po’ anche per la vostra patente.

credits: https://www.beerattraction.it

I rivenditori

Per noi malati della birra fatta in casa sparsi in tutta Italia può essere l’unica occasione che abbiamo di relazionarci coi fornitori da cui acquistiamo regolarmente. Possiamo vedere esposti gli ultimi giocattoli, parlare faccia a faccia con tutti quei soggetti che magari abbiamo sentito per sbaglio via mail quella volta che quell’articolo, acquistato su internet tramite la fredda interfaccia del nostro pc, è arrivato fallato. Possiamo, in poche parole, parlare con delle persone: persone di questo bellissimo mondo che ogni giorno lavorano per noi e con noi; parlare anche per un semplice saluto, un complimento o magari un appunto. Ciò che a volte rischiamo di perdere (chiusi nel nostro scantinato buio coi nostri fermentatori a temperatura controllata) è il contatto con le persone.

La tecnologia

Per me ogni anno vedere quei mostri che sono gli impianti professionali affiancati l’uno all’altro è un’emozione. Fermentatori, impianti, imbottigliatrici, lattinatrici e tanto altro trasformano l’area dedicata in tante sale cottura e birrifici a porte aperte. C’è spazio a sufficienza per soddisfare ogni curiosità, vedere, toccare con mano, comprendere e (perché no) sognare ad occhi aperti. So che molti di voi lo fanno, credo che per alcuni sia anche occasione per scontrare i sogni con la cruda realtà fatta di numeri, investimenti troppo grossi e freddo acciaio inox alimentare.

E per me?

Ovviamente, io ci sarò. Quando? Molto probabilmente tutti e quattro i giorni.

Come ho già detto ci sono tanti birrifici e tante birre da assaggiare. Fare tutti in un solo giorno sarebbe da pazzi. Il primo anno candidamente mi presentai con buone speranze e tanta ingenuità… inutile dirvi come andò a finire. Visto che non è tra le mie aspirazioni finire k.o. steso dall’alcol (anche perché non ci capirei una fava delle birre che mi interessa assaggiare), se non si presenteranno altri impegni improrogabili andrò per quattro giorni, distribuendo tutte le bevute il più equamente possibile.

Io sono una persona molto particolare (per non dire profondamente disagiata) e mi porto dietro una borsa con tanta acqua, penna e un quadernino. Tale quaderno, a ragione motivo di dileggio tra i miei amici, contiene un elenco di birrifici e birre da bere. Inutile dire che mi attengo strettamente a ciò che ho segnato lì nei giorni precedenti, rimanendo sempre in difetto perché qualche birra fuori programma si presenterà sempre. Lo so, non merito la vostra attenzione, sono una brutta persona.

 

Credits: etilio.it, blog che consiglio di visitare

Ad ogni modo avrò tutto il tempo possibile per bere, fare quattro chiacchiere con amici, fornitori, produttori, birrai e semplici appassionati. Un altro fattore che terrò in considerazione saranno i vari seminari, incontri, corsi e presentazioni, in grado di soddisfare la maggior parte di noi. Eventi che purtroppo i più, presi dalla foga delle quantità di birra, tendono a dimenticare, ma che rimangono comunque validi. Mi rendo conto di essere un fortunato: abito nei paraggi (venti minuti di auto) e posso per giunta contare su un tetto sopra alla testa a due chilometri, gratuito tra l’altro! Sono fortunato perché, ne sono consapevole, tante persone non hanno la possibilità di godere dell’immensa offerta disponibile per questioni di tempo: i più arrivano da fuori e hanno solamente mezza giornata prima di dover tornare alle famiglie.

La formula che da alcuni anni l’evento adotta, poi, calza a pennello con le mie esigenze di unire l’utile al dilettevole: Beer Attraction è unito a Food Attraction che (guarda caso!) è il settore in cui lavoro. Se la birra è un hobby, il cibo è ciò che mi sfama, sia in senso metaforico che letterale. Perciò posso permettermi il lusso di unire agli impegni seri quelli più dilettevoli.

Incontriamoci!

Ciononostante, tutti i buoni motivi per cui fare una visita a Rimini non avrebbero senso se non fosse presente l’ultimo. Allora (come si suol dire) last but not least, signore e signori, ho il piacere di presentarvi la magia del punto d’incontro! L’evento è un ottimo trait d’union per noi appassionati. È un momento per noi malati della birra, per noi birrificatori casalinghi, di incontro o re-incontro: una birra in compagnia, qualche chiacchiera e una risata strappata fanno di questo evento un’occasione da non perdere per la bellezza che sta dietro alle persone unite da una sola passione in comune: la birra.

Scrivetemi, incontriamoci, facciamo cose! In poche parole facciamo gruppo.

credits: etilio.it

 

Iacopo Zannoni

Da sempre bevitore di birra, scopre quasi per gioco il mondo dell'homebrewing e ne rimane incantato. Paranoico, attivo e molto noioso, nella vita è attualmente un laureato in lettere con velleità editoriali. Nel tempo libero cerca di spacciarsi come macellaio.

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