Mantenere un impianto di spillatura: parte 2

Tempo fa parlammo delle basi. Tra semplici norme, consigli immediati e abitudini dettate dal buonsenso ce la siamo cavata con poco. Questa volta saremo altrettanto diretti pur parlando di manutenzione straordinaria. In linea generale questa si differenzia in base al tipo di spillatore posseduto. Perché ne esistono di vari tipi, in caso qualcuno non lo sapesse.

Sorvolando su questi piccoli dettagli, oggi parleremo della manutenzione straordinaria comune a tutti i dispositivi. L’andremo a dividere in due: interna ed esterna. Tengo a specificare che questo è il mio modo di operare. Non detengo verità assolute e come al solito rimango aperto al dialogo.

Manutenzione esterna

Qualsiasi frigorifero ha delle ventole esterne. Col passare del tempo o con l’uso, queste tendono ad accumulare polvere. Questa può essere rimossa con una soffiata di compressore: efficace ed immediato.

In comune a quasi tutti gli spillatori ci sono delle vasche di acqua ghiacciata all’interno delle quali scorrono i tubi. Esse sono dotate di pompe al fine di uniformare la temperatura. Sarebbe bene di tanto in tanto aggiungere una soluzione detergente e blandamente sanificante (evitando sempre il cloro!) e far partire la pompa. Così il suo interno andrà a pulirsi di eventuali depositi batterici.

Banalmente anche la struttura esterna andrebbe pulita e lucidata di tanto in tanto, specie se in acciaio. Io lo faccio, ci vogliono un paio di minuti. Questa pratica non avrei dovuto nemmeno inserirla, tanto è ovvia.

Considerando come esterni i rubinetti, questi andrebbero smontati ogni sei mesi all’incirca e puliti con detersivo più scovolini. Una volta fatto ciò io sono solito immergerli, ancora smontati in una soluzione sanificante che non necessiti di risciacquo. Il passo successivo consiste nel rimontare il tutto servendosi di attrezzi puliti.

I tubi in plastica andrebbero sostituiti periodicamente, costano molto poco. Come accennato in precedenza, le loro estremità danneggiate dagli attacchi di tipo JG sarebbero da tagliare periodicamente.

Infine il salvagocce. In molti non lo puliscono mai o alla peggio si limitano ad una sciacquata. Sbagliatissimo. Ogni tanto andrebbe smontato e pulito. In caso presentasse qualche parte arrugginita un bagno in acido citrico e torna come nuovo. Per salvagocce più sobri in plastica basta invece un’immersione in candeggina diluita per quindici minuti, un risciacquo ed il gioco è fatto. Potreste meravigliarvi dello schifo che si crea nei vostri salvagocce, specie d’estate.

Manutenzione interna

Maggiore difficoltà presenta la pulizia delle parti interne: tubi, innesti e attacchi sono tutte parti strette, sensibili ad intasamenti e non ispezionabili. Questo porta ad una necessità di maggiori manutenzioni straordinarie. Ogni due mesi andrebbe eseguita una pulizia con prodotti più aggressivi e fortemente detergenti. A seconda dei ritmi di servizio questi tempi si possono accorciare sensibilmente. In linea generale è sempre meglio eccedere con lo zelo, ovviamente.

Distinguiamo per comodità due tipi di azione: meccanica e chimica.

Esistono in commercio apposite pompe e palline di spugna che servono a pulire le linee. Il funzionamento è semplice: si inseriscono le spugne nell’impianto, si aziona la pompa e si fa scorrere il tutto in senso opposto a quello di spillatura. Potreste rimanere sbalorditi dalla quantità di schifezza non meglio identificata che si accumula nei vostri tubi. Ovviamente spugne fortemente abrasive andrebbero lasciate dove stanno: agli altri. Preferite palline meno efficaci ma più delicate. Ciò per non creare micro-cavità nelle quali si andranno ad insediare batteri e sporcizia.

Ad onor del vero devo dire che io non ho mai provato questo tipo di manutenzione meccanica. Non sono ancora riuscito a trovare spugne ed una pompa adatta a questo genere di intervento per un buon prezzo ma ho sentito diversi pareri favorevoli da parte di addetti del settore.

Parlando di azione chimica, il discorso si fa più interessante. Normalmente, abbiamo visto nella parte 1, ciò che dobbiamo fare è sciacquare, detergere e, all’occorrenza, passare un qualche sanificante nelle nostre linee. Va benissimo quello che usiamo tutti i giorni su fermentatori e attrezzatura di produzione. Io, ad esempio, uso Starsan o Chemipro.

Tuttavia qualche residuo rimane sempre ed avere prodotti più forti è quanto mai d’obbligo. Esistono due tipi di soluzione: una specifica, l’altro generica.

La specifica viene proposta come appositamente studiata per gli impianti di spillatura. Chiunque venda o faccia manutenzione di impianti di spillatura saprà consigliarvi il prodotto col quale si trova meglio. Potreste persino farvelo comprare da un qualche amico che ha un pub/birrificio/bar/pizzeria/eviadiscorrendo.

Solitamente tali prodotti svolgono due funzioni in una: rimuovono tutti i sedimenti e sanificano. Devono agire sulle linee ferme, in genere. Moltissimi sono a base di cloro. Se proprio non potete evitarlo, assicuratevi di sciacquare abbondantemente con acqua calda e abbiate l’accortezza di non superare i quindici minuti di contatto all’interno dei tubi in acciaio.

Tali prodotti sono in genere basici e hanno lo svantaggio di essere venduti (per essere convenienti) in confezioni piuttosto esagerate per noi. Sono delle buone soluzioni, certo, ma pur sempre da battaglia e sproporzionate per le nostre necessità.

Detergente per la pulizia a base do cloro offertomi come campione

Si sa che l’homebrewer medio soffre di disturbi ossessivo-compulsivi e neanche in questo campo è da meno. Perciò va sul generico. O almeno, io così faccio e distinguo due tipi di soluzioni: le basiche e le acide.

Parlando in teoritichese, il prodotto basico è quello che viene utilizzato per la maggiore. Esso ha solitamente quasi solo potere detergente e sgrassante. Può, a seconda della soluzione, essere anche sanificante. L’acido invece è solitamente solo sanificante/disinfettante. Poi ci sono le dovute eccezioni di soluzioni come. ad esempio, candeggina e acido citrico, ovvio.

Ogni due mesi almeno avrebbe utilizzato il prodotto basico che ripulisca completamente la linea. Io utilizzo soda caustica seguita da un abbondante risciacquo con acqua calda e poi un acido, come quello citrico per eliminare ogni traccia. Ciò è più importante di ogni sanificazione che andremo a fare: un impianto pulito in profondità dura di più.

Ogni quattro mesi invece andrebbe passato anche un acido che disinfetti per benino le linee; la prudenza non è mai troppa. Solitamente mi affido all’acido peracetico opportunamente diluito.

Come avrete notato i prodotti da utilizzare per la pulizia chimica possono coincidere con quelli utilizzati occasionalmente da noi homebrewers e che, da come la vedo io, ognuno dovrebbe avere in dispensa. In caso vi chiedeste come usarli, questo è il link ad un mio passato articolo.

Riassumendo

Tralasciando il corpo dello spillatore in sé, questa è la mia checklist:

Manutenzione ordinaria:

  • Passaggio di acqua tra una birra e l’altra, se servo più birre nella stessa sera;
  • Acqua e detersivo per i piatti più risciacquo al termine di un fusto;
  • Chemipro al termine di un fusto e risciacquo se non ho intenzione di spillare nei successivi giorni;
  • Starsan e risciacquo con acqua bollita se non utilizzo lo spillatore per più di una settimana.

Manutenzione straordinaria:

  • Lavaggio basico. Ogni 1/2 mesi;
  • Lavaggio acido. Ogni 2/4 mesi;
  • Smontaggio, pulizia e sanificazione dei rubinetti. Ogni 6 mesi;
  • Sostituzione di tubi in plastica. Ogni 12/18 mesi;
  • Sostituzione di parti usurate o danneggiate quali estremità dei tubi. All’occorrenza.

Per oggi è tutto, a voi la linea.

credits: https://www.mirror.co.uk/news/uk-news/bbc-reporter-nearly-blown-off-her-feet-170395

Iacopo Zannoni

Da sempre bevitore di birra, scopre quasi per gioco il mondo dell'homebrewing e ne rimane incantato. Paranoico, attivo e molto noioso, nella vita è attualmente un laureato in lettere con velleità editoriali. Nel tempo libero cerca di spacciarsi come macellaio.

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