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Pulire la beuta dopo lo starter: mai stato più facile

Con questo agilissimo articolo, cari amici birrificatori casalinghi, voglio con gioia condividere il mio metodo di pulizia delle beute.

Avete presente quella fastidiosissima sporcizia che si accumula sul vetro della vostra vetreria chimica? Bene. Quante volte vi è capitato di imprecare a denti stretti vedendo che quella minuscola traccia di lievito non vuole saperne di andarsene? Troppe. A fine cotta, quando in teoria tutto dovrebbe essere pulito e tranquillo ma lo sporco si ripresenta dove neanche pensavate potesse arrivare, quanti santi o divinità conosciute e sconosciute avete scomodato? Io tante.

La situazione tipica

Se sapete di cosa parlo, allora saprete anche che l’annoso problema si presenta soprattutto una volta inoculato il lievito quando, in teoria, potreste mandare tutto a quel paese e concedervi un più che meritato pasto o, alla meglio, un sonnellino. Tutto è pulito e in ordine, nulla vi separa dal meritato relax post-sgobbata e invece… invece no! C’è la traccia di lievito/proteina/diosolosacosa che reclama la vostra attenzione e le vostre energie. Alcuni si limitano a mettere acqua caldissima sperando che il più vada via (per poi rimanere sempre lì, testardamente al suo posto), altri buttano in lavastoviglie, ma si narra di alcuni eroi che si accaniscono con furia titanica con spazzole, spazzolini e scovolini delle più svariate forme, misure e colori sui fastidiosi residui. Anche io facevo così, fino a quando…

Eureka!

Fino a quando non ho imparato a conservare un po’ d’acqua bollente in uscita dal raffreddamento. In un recipiente a parte raccolgo la quantità richiesta (solitamente la prima acqua che esce dalla serpentina, che è anche la più calda) e la metto da parte. Una volta inoculato il lievito (avendo cura grazie ad una calamita di non far cadere l’ancoretta nel fermentatore) procedo come segue: riempio con l’acqua tenuta da parte la beuta con l’ancoretta dentro, la posiziono sull’agitatore magnetico e faccio partire. Mentre si crea il vortice prendo un po’ di enzybrass, lo doso e lo verso così come sta nella beuta. Lascio girare, mi dedico ad altro e quando ho due minuti fermo il tutto, svuoto e risciacquo. Due volte. Il risultato è una beuta limpida e nuova con zero sforzi, zero pericoli e zero bestemmie.

Iacopo Zannoni

Da sempre bevitore di birra, scopre quasi per gioco il mondo dell'homebrewing e ne rimane incantato. Paranoico, attivo e molto noioso, nella vita è attualmente un laureato in lettere con velleità editoriali. Nel tempo libero cerca di spacciarsi come macellaio.

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