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Risparmiare tempo? È possibile

Gli hobby portano via tempo. Nel caso dell’homebrewing il tempo che se ne va è veramente tanto. Proprio per questo chi si dovesse ritrovare a fare i conti con un figlio in arrivo, un nuovo lavoro, una consorte infuriata o semplicemente non ha la pazienza per stare ore ed ore chiuso al buio nella propria beer-caverna, cerca in tutti i modi di guadagnare tempo. Non che agli altri fare meno fatica faccia schifo, beninteso…

Perciò quest’oggi voglio parlarvi di banalità che vi faranno guadagnare tempo. Alcune sono robette praticamente scontate, altre sono consigli dettati dal buonsenso, altre ancora frutto della mia esperienza. Spero di esservi utile ma, ancor più, spero vivamente per voi che quando avrete finito di leggere questo articoletto possiate dire “embé? questo qui ha scoperto l’acqua calda.”

Io intanto metto nero su bianco due o tre capisaldi, che non si sa mai.

Avere le proprie cose in ordine

Scontato e banale, questo principio si applica ad ogni campo della vita.

Passare le mezze giornate cercando quel rifrattometro, il misurino o le forbici durante la bollitura per aprire quella busta di luppolo chechissàdovestaoramiserve è uno strazio. In ogni dove vendono pratici organizzatori, trasparenti e non, coi loro altrettanto pratici coperchi in modo da essere impilati in scaffali che dovremmo assolutamente avere. Certamente gli spazi in casa possono essere ridotti ma ricavarci un piccolo angolino dove mettere tutte le nostre cose in ordine dovrebbe essere la nostra preoccupazione livello zero.

Vi racconto una piccola storiella, quella di quando ero un giovane ingenuo e pieno di speranze. Ebbene, visto che per fare birra dovevo uscire di casa, dove conservavo tutta l’attrezzatura, e fare solamente tre minuti di macchina per andare ai fornelli, puntualmente mi scordavo qualcosa. Il tragitto era breve, vero, ma comunque dover lasciare il mosto a bollire per tornare a casa e prendere quell’ingrediente o quello strumento (che manco io sapevo dov’era) era straziante. Perdevo un sacco di tempo e forze cosicché a fine giornata ero prosciugato di tutte le mie energie fisiche e mentali. Mai che mi fosse venuto in mente di tenere tutto in un unico posto in comodi scatoloni, se non altro. Vabbè!

Non ripetete i miei errori.

Avere un inventario

Mi è capitato più volte di preparare il tutto per la cotta del giorno dopo per poi scoprire che mi mancava quel mezzo chilo di fiocchi lì o quei cinquanta grammi di luppolo là. Oltremodo deludente questo piccolo intoppo può essere evitato con un paio di accorgimenti: avere un inventario e pesare tutto in anticipo.

Riguardo al primo possiamo dire che mentre tenere conto dell’attrezzatura da noi posseduta può far comodo, avere un’idea delle materie prime in magazzino è indispensabile. Ci sono programmi di produzione tipo Beersmith che ci aiutano in questo, altri più ottimizzati come Brewfather che evitano gli errori di gestione più comuni, tipici di chi usa il primo. Se come me siete amanti di carta e penna potreste tenere una sorta di libro mastro, che ritorna sempre utile. Anche un banale foglio su pc può aiutare. L’unico accorgimento sarebbe, ogni volta che si prepara per una birra, correre ad aggiornarlo.

Periodicamente poi una rapida incursione in magazzino per ricontrollare andrebbe fatta comunque, anche solo per verificare lo stato di conservazione generale o vedere se tutti i sottovuoto sono ancora in tenuta.

Ricordatevi poi che consiglio sempre di non riempirsi casa di materie per sessanta tipi di birre differenti: molto probabilmente i vostri piani cambieranno e quel particolare malto potrebbe rimanervi lì sul groppone a portare via spazio, tempo e freschezza.

Ingredienti pesati, preparati e sottovuoto

Solitamente mi organizzo per un paio/tre cotte alla volta. Una volta arrivato tutto l’occorrente preparo gli ingredienti per tutte le birre: faccio un sacco unico coi malti, i luppoli vengono divisi in sacchetti separati secondo le gittate e le bustine di lievito vengono marcate e messe da parte. Una volta finito di pesare il tutto rimetto l’avanzo sottovuoto (persino i malti) e l’entourage torna in magazzino. Gli ingredienti belli e pronti invece vanno da un’altra parte, vicino alla strumentazione necessaria alla cotta.

Così facendo schivo spiacevoli sorprese dell’ultimo momento, non mi rovino il fegato inutilmente e riesco ad aver maggior controllo sul magazzino, evitando di maneggiare spesso l’inventario, il tutto per evitare possibili errori. Queste cose vanno fatte poche volte, ma con metodo.

Certamente così facendo una volta ogni tanto ci dovremmo ritagliare più tempo rispetto ad una classica preparazione degli ingredienti ma pensate a quanto tempo si risparmia sul lungo periodo dovendo prendere, aprire pesare e poi richiudere i sacchi di malto solamente una volta, rispetto a tre. E che dire dei luppoli? Ne vale sicuramente la pena, non trovate?

Senza contare che, dovendo aprire sacchi e sacchetti meno spesso, le materie prime si conservano molto meglio. Un vantaggio su più fronti, ma unicamente se muniti di macchina del sottovuoto valida. Con la mia, per esempio, riesco a fare sacchi di malto fino al peso di dieci chili.

Preparare tutto la sera prima

Arriviamo finalmente al giorno della cotta. Anzi, a quello prima. Svegliarsi o tornare dal lavoro e trovare l’acqua già calda con tutto pronto per il mash-in non ha prezzo. A conti fatti nella giornata di cotta si risparmia almeno-almeno un’ora. Ovvio che non è tempo sottratto magicamente a madre natura, ma abbiamo anticipato i lavori il giorno prima. Ciò aiuta a procedere più spediti sulla tabella di marcia e, cosa molto importante, ad arrivare meno stanchi alla fine, quando gli errori tendono a manifestarsi con più frequenza.

Nel mio caso specifico, visto che tengo l’attrezzatura in una stanza diversa da quella della cotta, sposto tutti gli organizzatori. Segue poi un posizionamento di tavolo di lavoro, impianto, quadro elettrico, sedia, varie ed eventuali, mulino e persino stracci da pavimento, spugna, canovacci e scopa. Per non rimanere indietro collego persino la serpentina di raffreddamento al rubinetto libero. Poi (cosa molto importante) preparo l’acqua con acido lattico e sali. A questo punto imposto il PID alla temperatura di mash in, aziono la pompa e verifico il corretto funzionamento di tutte le parti, compresi gas e resistenza. Dover smontare una pompa il giorno della cotta perché non parte ci farà fare molto tardi (sembra quasi che parli per esperienze pregresse…)

Se ho tempo in eccesso il giorno della cotta mi permetto il lusso di macinare il malto poco prima dell’ammostamento, altrimenti lo faccio durante la preparazione dell’attrezzatura, il giorno prima.

L’unica preparazione che devo avere all’inizio della mia brewday è, insomma, accendere l’interruttore generale del quadro elettrico.

Pulire mentre si attende

Ottimizzare i tempi morti è fondamentale.

Mentre siete in ammostamento potete pulire e riporre le attrezzature che non dovrete usare più. Tra le mie priorità vi è, nello specifico, pulire il mulino se non è stato fatto il giorno prima, il secchio contenente i malti, il mestolo e dare una spazzata.

Mentre si attende il boil invece si dovrebbero gettare i malti, pulire il malt pipe oppure il rims tube con le due pentole, l’eventuale pompa, i tubi e i raccordi. In questo modo poi rimarranno solamente la pentola di bollitura e gli eventuali strumenti come hop spider, serpentina, paletta o pompa di whirpool. Anche qui risparmierete un’oretta buona.

Riporre gli strumenti al loro posto una volta utilizzati ci aiuterà poi a trovarli SEMPRE al solito posto, evitandoci di andare a cercarli.

Se avete amici durante i lavori non disperate: mettetegli una scopa o una spugna in una mano e una birra nell’altra, vedrete che così non si lamenteranno e vi distrarranno molto poco. Poi rimane sempre da vedere se torneranno a farvi visita…

Liberare da una parte, poi passare altrove

Spostiamoci a travasi, imbottigliamento o magari alle pulizie a fine cotta. Questo è un consiglio della mamma.

Per pulire efficacemente risparmiando tempo bisognerebbe concentrarsi su una zona e spostare ogni cosa da lì, mettendola al proprio posto: pentola nel lavandino per essere lavata, rifrattometro e phmetro nella scansia, spugna nel secchio e così via. Una volta liberata l’area si pulisce e si mette in ordine, poi si passa alle altre aree con lo stesso criterio, avendo l’accortezza di limitare i viaggi e gli avanti-indietro. Pulire prima un pezzo qui, poi uno là, poi ancora un pezzettino qui e magari, a metà, uno tra lì e là è troppo dispersivo e time consuming.

Detto ciò…

Mi piacerebbe sapere come fate voi a risparmiare tempo, se avete qualche accorgimento particolare oppure qualche insegnamento da dare. In poche parole, parliamone.

Cheers!

Iacopo Zannoni

Da sempre bevitore di birra, scopre quasi per gioco il mondo dell'homebrewing e ne rimane incantato. Paranoico, attivo e molto noioso, nella vita è attualmente un laureato in lettere con velleità editoriali. Nel tempo libero cerca di spacciarsi come macellaio.

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